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Supermercato romano. Penso che non sarebbe male fare un bel piatto di spaghetti alle vongole, magari anche un risottino ai gamberetti. Prima di dirigermi verso il freezer dei surgelati sfusi interpello la signora del banco del pesce. Ricordo che l’ultima volta che avevo acquistato del pesce surgelato avevo richiesto al personale di servirmi, così come indicato da un cartello. Chiedo alla signora se può venire a servirmi o se devo fare da sola, magari chissà, le regole sono cambiate. Lei mi sorride e con fare simpatico mi dice che se preferisco mi può servire. Le rispondo che volevo solo sapere quali fossero le regole. E lei, sempre con fare cordiale alza un po’ le spalle, allarga un po’ le braccia e sempre sorridendo sospira: “Le regole …”. Poi gentilmente si avvia con me verso il frigo del pesce e mi serve. Intanto le dico di aver letto qualche tempo fa il cartello. “Sì sì, il cartello c’è – risponde – ma sa, poi la gente fa da sola lo stesso”. Le faccio notare che me ne ero accorta, ma in questo modo non si controlla quanto tempo viene lasciato aperto il freezer, ho visto persone che con calma guardano e scelgono e lasciano aperto il vetro scorrevole a lungo. “Eh, c’ha ragione, signora”. Eh, ho ragione, però … .

Poco prima, al frigo dei salumi confezionati, un ragazzo tiene spalancato lo sportello di vetro e indeciso guarda un po’ dappertutto. Non ho voglia di fare la solita vecchia zia rompiscatole, taccio e mi limito a ostentare la mia ricerca tenendo chiuso il frigorifero. Non coglie.

Morale 1) Purtroppo è molto diffuso il menefreghismo quando si ha a che fare con beni comuni, o comunque condivisibili. Magari quel ragazzo, o chi tiene spalancato il freezer del pesce surgelato per interi minuti, a casa propria fa attenzione a non tenere aperto frigo e freezer oltre il tempo necessario.

Morale 2) Quando le regole non vengono fatte rispettare il malcostume non fa altro che aumentare.

Conclusione: quando qualcuno si comporta come se gli altri non esistessero, oltre che fare del male agli altri, fa del male a se stesso, perché contribuisce a danneggiare il contesto comune. Perché è così difficile da capire?

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2 thoughts on “Microstoria: le regole

  1. L’esempio viene sempre dall’alto ( quando questo ALTO ha autorevolezza ad insegnare). Nessuno si preoccupa di fare seguire un tracciato di rispetto ed educazione, ma tutti si aspettano ed esigono che questo compito sia preso interamente DAGLI ALTRI : scuola e istituzioni varie. Ci vuole una controriforma, al nulla di questi lunghi anni in cui il Pese si è trascinato in questo fallimento etico morale. Grazie

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  2. Ottima l’idea di partire da una microstoria quotidiana, personale, per ricavarne due morali – ahinoi – assai vere. In alcuni supermercati (es. Conad) c’è per fortuna un “guardiano delle regole” (chiamiamolo così) che richiama i clienti nei loro comportamenti scorretti – tipo toccare frutta e verdura fresche senza guanto, Ma sono eccezioni all’italico lasciar correre, in nome di una malintesa libertà.

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