Home

Quando nelle diatribe tra Vegani e resto del mondo il resto del mondo ricorda ai primi che l’uomo è un essere superiore agli altri esseri viventi, è evidente che non si tiene conto del comportamento dei romani sugli autobus. Parlo dei romani perché mi pare che il loro comportamento rispetto all’uso del mezzo pubblico cittadino rappresenti un caso estremo di un malcostume certo diffuso, ma che nella Capitale assume aspetti grotteschi. E così ci si chiede perché il comportamento animale in contesti sociali, si pensi a un formicaio, appaia così più razionale del comportamento, appunto, del romano sull’autobus.

Il romano sale da qualunque porta, il fatto che vi siano porte per la salita e per la discesa è per lui del tutto indifferente. Un’attenta osservazione del fenomeno porta anche ad escludere che scelga la porta che appare più comoda, perché ad esempio apre su una parte meno affollata del mezzo. Tutt’al più si può osservare che se un criterio di scelta esiste, è quello del fare meno passi possibile rispetto alla posizione dalla quale si era atteso il bus; da quella posizione ci si getta poi contro la folla di corpi, incuranti della propria e altrui incolumità e si direbbe anche del principio dell’impenetrabilità dei corpi: l’importante è creare alla fine uno spazio nel quale collocarsi, che tuttavia sfida il citato principio di impenetrabilità. Naturalmente, tutto ciò comporta ingorghi fantozziani nei punti di salita e discesa e strusciamenti indesiderati che fanno sì che l’unico desiderio che ti rimane sia quello di arrivare a casa per farti una doccia bollente. Nonché, ipotizzerei, comporta anche rallentamenti di un servizio che già non è proprio molto frequente e celere.

In secondo luogo, il romano sembra restio ad ogni scorrimento, ad ogni spostamento all’interno del mezzo, se non nel momento in cui si muove per scendere. Solitamente sale e si pianta a pochi centimetri dalla porta, magari senza nemmeno alzare gli occhi dallo smartphone che sta compulsando ossessivamente. Il risultato è che, ad esempio nei bus con due porte laterali – che sarebbero per la salita, anche se il dato , come si è detto, è considerato del tutto irrilevante – e una centrale – altrettanto inutilmente prevista per la discesa – , si formano tre agglomerati di corpi in corrispondenza delle porte e spazi vuoti tra gli agglomerati, che non vengono riempiti, contraddicendo alle leggi della fisica. Agglomerati che nei momenti di punta diventano sempre più densi ad ogni fermata e rendono ogni tentativo di scendere da quel luogo di tortura simile ad un esercizio di contorsionismo. E a nulla vale prepararsi avvicinandosi alla porta per scendere, perché allo stop precedente al tuo dalla discesa sicuramente salirà una torma di ragazzini o un simpatico gruppo di suorine che faranno da tappo all’uscita. In quei momenti è un miracolo se non ti trasformi in Terminator.

I comportamenti eterodossi rispetto a questa bizzarra fisica della Capitale sono considerati con fastidio e il malcapitato che – ripetendo un “permesso” che può assumere toni che vanno dalla supplica all’irritazione, ma che è sempre accolto con un po’ di perplessità, quando non fastidio – tenta di “scorrere”, avverte attorno a sé l’ostilità che meriterebbe, ad esempio, chi a tavola improvvisamente poggia le posate e comincia a mangiare con le mani.

In sintesi, il romano sull’autobus ignora del tutto il fatto che sta utilizzando un mezzo pubblico, il cui funzionamento dipende dalla somma di comportamenti individuali e che potrebbe essere tanto più soddisfacente per tutti se quei comportamenti tenessero conto dell’esistenza di altri esseri umani attorno a sé. Invece essi sono piuttosto attivati da un iper-individualismo autolesionistico, che non solo ignora che un atteggiamento più “sociale” porterebbe a benefici generali dei quali in diversi momenti si potrebbe godere, un viaggio più comodo o un servizio più veloce, ma sembra trascurare del tutto il fatto che il soddisfacimento di un impulso immediato – ovvero salire e scendere dove capita perché nei secondi precedenti avevi ben altro da fare che pensare a come posizionarti per la salita o la discesa – e non molto diverso da quello che ci porta a grattarci improvvisamente il naso, nei minuti successivi ti porterà ad essere l’ingranaggio di un insano, fastidioso, disfunzionale e sgradevole fenomeno di aggrovigliamento di massa.

Ma perché soffermarsi sulla fenomenologia del romano in autobus? Oltre che per motivi di curiosità psicologica, sociologica, antropologica, anche perché tra poco ci saranno le elezioni a Roma. Ecco, vorrei dire ai candidati che un ottimo proposito sarebbe quello di costringere i cittadini di Roma, cittadini autoctoni e d’adozione, oltreché tutti quelli che fruiscono dei servizi pubblici capitolini, turisti, religiosi di ogni parte del mondo, pellegrini, che per imitazione adottano le modalità comportamentali del romano sull’autobus, a condursi in modo civile e razionale. Ad esempio, montando dei tornelli sui bus che costringano a entrare e scendere dalla parte giusta, e quindi anche ad essere provvisti obbligatoriamente del titolo di viaggio. Io partirei proprio da lì, dall’imporre le regole sul bus, per far sapere che le regole esistono e servono a far sì che la vita di tutti sia meno faticosa e ansiogena. Perché mille e mille sono le cose che non vanno nell’amministrazione della Capitale, ma è sufficiente vivere un po’ in questa meravigliosa – nonostante tutto – città che è Roma per sapere che nessun miglioramento sarà mai possibile sino a che chi ci vive la considera come una giungla dove tutto è lecito per sopravvivere o, peggio, per fare ciò che più piace, senza curarsi degli altri. Partiamo dal bus. Io, nel mio piccolo, nonostante la fatica immane, continuo a salire e scendere dalle porte giuste … e ogni tanto a litigare con il “romano del bus” (che magari è un prete filippino, ma fa lo stesso) assomigliando un po’ pateticamente ad un mix tra la signorina Rottermeier e Don Chisciotte.

Annunci

One thought on “Il “romano del bus”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...