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In una intervista alla rivista on-line dell’Agesci, il Presidente del Consiglio ha giustamente osservato:

“Il lavoro non lo crea il presidente del Consiglio o il governo. Il lavoro lo creano le imprese quando sono messe nella condizione di farlo. Quindi quello che può fare un politico è cercare di rimuovere gli ostacoli: un fisco troppo oneroso, una giustizia civile che scoraggia gli investimenti perchè troppo lunga, un sistema di competitività del Paese che vuol dire pubblica amministrazione inefficiente”.

Come non essere d’accordo? Però, una domanda: cosa ha fatto Matteo Renzi in sei mesi di governo in questi ambiti? E non parlo di provvedimenti adottati, non sono così esigente. Ma della chiara impostazione di un progetto. Ecco, a me pare quasi niente, niente in assoluto se si tratta di fisco, ché quel 10% in meno di Irap promesso (ovvero invece che un valore medio di circa il 4% sull’imponibile si passerebbe a un 3,6%) serve solo a raccontare che si fa qualcosa per le imprese, ma nei fatti è come vuotare il mare con un bicchiere, visti l’irrilevanza della diminuzione e un folle groviglio impositivo – dove il rapporto tra reddito effettivamente prodotto e tassazione si è ormai perduto – che nemmeno Kafka sarebbe in grado di descrivere.

A quando il passaggio dalle chiacchiere del tipo “signora mia quante cose non vanno in queste Paese” a una vera azione di governo?

@sofiajeanne

 

 

 

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4 thoughts on “Non basta dire “signora mia quante cose non vanno”. Caro Renzi, di chiacchiere questo paese muore

  1. lo dico spesso.Chi ha voce in capitolo DEVE farsi carico dei bisogni delle persone.Grazie se tu lo fai ,dalla tua posizione.Io poso solo fare ciò che nella mia regione,la Liguria, è possibile. Grazie
    gaetano bruno

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    • Concordo in pieno. Ieri stesso ho – per la prima volta – interloquito con Renzi al suo ennesimo twitter da San Rossore, chiedendo lavoro serio e meno show. Aprendo con Basta chiacchiere.

      Il problema di fondo dei leader populisti come Renzi (Lei conviene che sia assimilabile alla categoria?) è la ricerca spasmodica del consenso, non del Bene comune. Men che meno della veritá.

      Mancano umiltá, profonditá e senso della complessitá – vedi Ricolfi. Tutte cose che lo renderebbero di colpo impopolare. Ma il nostro Paese ha bisogno di onestá inttellettuale e di autocritica. A partire dagli stessi cittadini elettori.

      Cordiali saluti.

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  2. Non per difendere Renzi, che lo sa fare da se, ma credo si dimentichi sempre l’habitat nel quale deve operare. Arcaico, corporativo, con resistenze palesi ed occulte mostruose. La mia 77ennale esperienza mi fa pensare che neppure Hitler con le sue SS sarebbe in grado di fare molto in questo paese.

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